Quanta bellezza sprecata. Quanta incredibile bellezza perduta.
Così pensava Viola passeggiando nel sole domenicale: pensava a quanta meravigliosa bellezza rimane inesplorata, lì nella penombra di uno sguardo a vuoto.
Camminava con la mano poggiata sulla borsetta e i capelli stretti in un a crocchia con un foulard rosso. Con quanta cura aveva intrecciato le sue ciocche una ad una, sistemate, raccolte con dedizione, avvolte con cura quella mattina. Si era truccata, aveva messo il suo rossetto profumato, si era messa le sue scarpette verdi, la sua gonna preferita, la maglia nuova ed era uscita.
Spesso si ritrovava ad accarezzare a sguardo perso qualche passante sorridente e a meravigliarsi della fortuna che le era stata concessa. Ancora più spesso, seduta sui propri pensieri, si chiedeva a cosa servisse la bellezza: era consapevole che la straordinaria bellezza della natura fosse necessaria all'uomo per alleviarne le pene, ma si chiedeva quale fosse il motivo che spinge l'uomo a non ricercarla, bensì ad servirsi solo della bellezza che gli viene sbattuta sotto il naso. Insomma, l'apparenza, un bel viso, un bel fisico, un bel panorama.
La bellezza che Viola cerca con la dedizione con cui raccoglie i suoi capelli e quella dei piccoli gesti, della cura, della forza, della poesia, una bellezza che si nasconde dietro un'apparenza ingannevole.
Eppure Viola stessa si rendeva conto di abbandonarsi alla bellezza di superficie: anche lei si truccava, si vestiva bene, anche lei "si faceva bella". Per questo stesso motivo cercava di farlo con cura.
La missione che si era scelta era quella di allietare la vista con la dedizione, creando una bellezza pregna di racconti di passione.
Pensando così, era giunta nel Giardino degli Aranci dove un ragazzo scuro scuro come uno zingaro, avvicinandosi ad una donna in lacrime, tirò fuori dalla borsa stracciata un fazzoletto che le porse con un sorriso. Ecco. Viola pensò che in fondo la bellezza non va poi del tutto sprecata, si va solo accumulando nel sorriso di qualcun altro per salvare almeno una piccola parte dell'uomo. Lo diceva Dostoevskij: "La bellezza salverà il mondo" e Viola voleva salvarlo.
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