domenica 15 aprile 2012

Dualismi

C'è tanto d'inespresso. C'è arte, c'è cuore, c'è sentimento... Ma rimane tutto sospeso, come la pioggia nei nuvoloni che coprono oggi Roma.
E' fortissima, la sento devastare ogni organo del mio corpo, placata dalla forma, dal contenimento di se stessi, dal mantenimento delle apparenze. Sono io, è il mio bisogno di esprimermi, è la mia necessità d'arte e bellezza. Gode se inondata da una pari urgenza di poesia, brilla nella penombra di un concerto, piange di gioia, ride, urla, canta se avvolta da un dolcissimo sorriso che le parla a dita callose con una chitarra.
Ma io no, la contenuta me mantiene la forma, anzi, il formalismo della brava studentessa. La Me Maledetta mi arpiona i polmoni con i denti, si strappa i capelli e si graffia il petto, urla: "esprimi! Dammi la poesia! Cerca degli occhi, un sorriso! Salvati!".
E io cerco, ma il Contenimento mi dice che è inutile, la gente è cattiva e che gli artisti- quelli veri, quelli che parlano al tuo Essere senza conoscerti- vivono in una sorta di Monte Olimpo ben lontano da questa stanza, dalla strada per l'Università, dai gradini del Sabato. Tu, ragazzina, giochi a fare la bohemien, stai zitta, apri i libri, studia, smettila di annodare la tua apparenza ad uno stereotipo vecchio ed insulso. Si, scrivi, ma chi non sa scrivere a questo mondo?


La Maledetta allora mi prende a calci i fianchi: smettila di fare la bambinetta piagnucolosa! C'è tanta meraviglia qui dentro, tanta musica, tanta cura dei gesti, delle parole, fammi uscire, maledetta!
Prendi la macchina fotografica, ecco, ferma questo momento. Lo vedi? Si, si, tu lo puoi vedere! Avanti, ti prego, salva la tua parte Maledetta, dillo ad alta voce, scrivilo! Cosa vedi?


Vedo oltre il momento.
Vedo oltre il sorriso di un timido.
Vedo... Vedo la poesia di un ragazzino che canta forte in motorino.
Vedo le lacrime di una canzone...
Dimmi, Maledetta, è questo ciò che sei? Sei un binocolo?
Quanto male puoi farmi se ti lascio uscire?


Fidati, mi dice. Il Contenimento ingoia la via d'uscita. E ora, come faccio?
La Maledetta rimane lì, attonita dalla cattiveria del Contenimento. Dentro di me è sbalordita, tanto vicina all'uscita da potermi rivoluzionare, ricacciata nello stomaco, proprio vicino a quel posto... si, quello da cui dicono nascano le emozioni... L'anima? No, chi ci crede. Quel posto al centro del corpo, quello che se si sposta ti fa dondolare tra Contenimento e Maledizione. 
Ci era andata vicina, ma nella sua natura è scritto che sarà per sempre parte di una ferocissima lotta tra dentro e fuori, un irrisolvibile dualismo umano.

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