martedì 11 settembre 2012

A luci spente

"O onesto speziale! Il tuo veleno è rapido, e così, con un bacio, io muoio."
Si spengono le luci e Giulietta scuote Romeo. "Dai, svelto, prima che se ne accorgano, corri!".
I due giovani abbandonano la stanza scomposta, mentre da lontano le prime urla sopraggiungevano disperate.
Appena fuori dall'edificio, Romeo batte una pacca sulla spalla di Giulietta: "Brava, bella interpretazione".
"Ma bravo tu! Hai avuto un'ottima idea" rispose Giulietta accendendosi una sigaretta.
Fuori l'aria è calda e immobile, i due rimangono in silenzio a godersi il distacco mentre l'unico sottofondo sono le boccate di Giulietta.
Romeo si fruga in tasca, il biglietto è ancora lì. Giulietta controlla l'ora: c'è ancora tempo.
Passeggiano piano davanti ai locali pieni di gente, Romeo si ferma di colpo davanti ad un bar, la televisione è accesa e il telegiornale va in onda:
"Si è conclusa in tragedia la vicenda dei Montecchi e Capuleti. I due giovani rampolli hanno deciso di porre fine alla diatriba tra le famiglie con l'atto estremo. Si indaga sulla sparizione dei corpi, ma le forze dell'ordine hanno accertato che si tratti di suicidio. La linea va ad Anna Grasta che è lì sul posto".
Giulietta ridacchiava per il viso compunto della giornalista, mentre si sentivano sfrecciare le sirene della polizia.
"Sì, grazie per la linea. Siamo sul luogo della tragedia, abbiamo qui con noi la signora Montecchi: ci vuole rilasciare una dichiarazione? Cosa ne pensa?".
Il barista annoiato cambia canale, sul quattro c'è un dibattito con un criminologo che analizza le dimensioni del cranio di Romeo e non ha dubbi: si tratta di omicidio.
Sul canale successivo c'è una signora che freddamente guida un'improbabile discussione tra tifosi dei Montecchi e dei Capuleti, da un lato all'altro dello studio c'è gente che si urla ogni improperio possibile:
"Ce l'avete voi il corpo di Romeo e non ce lo volete dare perchè siete una famiglia di STRONZI!"
"Si sono ammazzati per colpa vostra, pretendiamo le vostre scuse!".
Da lontano si vede arrivare un autobus, Giulietta si accosta alla fermata.
"E ora dove andrai?" chiede Romeo.
"Ho un'amica che mi ospita per un po', dopo cerco di entrare in Accademia. Vorrei fare l'attrice, ma non so. Magari se non entro vado in Spagna. Tu che fai?"
"Ho un treno per Bologna, vado da un mio cugino e dopo partiamo insieme per un Festival in Austria. Dopo si vedrà".
Le porte dell'autobus si aprono, Giulietta allunga la mano verso Romeo.
"Bè, grazie, senza di te non ce l'avrei mai fatta, sei stato geniale"
"In bocca al lupo, Giulietta. Buon viaggio."
Romeo e Giulietta, una storia di evasione.

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