domenica 20 maggio 2012

Il Paese della Libera Opinione

Se c'è qualcosa di veramente ripugnante è la retorica, quella vuota e volta solo a mostrare la superficie di una parola, ma non il suo senso profondo o l'emozione che c'è dietro.
Eviterò il solito, noiosissimo lagno su Facebook e le sue conseguenze: senza dubbio è un ottimo contenitore di informazioni, io stessa ho avuto la possibilità di leggere quasi in simultanea notizie provenienti da giornali diversi circa l'attentato a Brindisi.
Ma oggi è diverso: oggi la polvere dei calcinacci si è posata e il popolo dall'Opinione Immediata sta dando il meglio di sè.
Da subito mi è parso fin troppo evidente che non si trattasse di un attacco di mafia, fin troppo eclatante per l'organizzazione criminale pugliese che piuttosto predilige il profilo basso al fine di proseguire senza troppi fastidi i propri traffici.
Invece, su facebook, tutti, ma proprio TUTTI si sono lanciati in recriminazioni e interpretazioni da Oscar de "l'Uomo Indignato e Lacerato dal Dolore". Sia ben chiaro, uno dei miei eroi è Peppino Impastato e non ho assolutamente alcuna intenzione di difendere le organizzazioni criminali che sono e resteranno sempre una montagna di merda, oltre che un dolorissimo cancro per questo Paese.
Ciò che mi fa davvero rabbia è la semplicità con cui la gente recepisce l'informazione: così ci dicono e così è. Niente spirito critico.
Allora ho pensato che forse ero io a sbagliarmi, che magari era davvero di matrice mafiosa questo attentato e che, nonostante sia pugliese e consapevole del tipo di criminalità presente, forse la situazione brindisina è molto differente.
Ho cercato altre informazioni, ho letto altri articoli e più cercavo, più mi sembrava evidente che la gente si stava facendo trascinare da un impeto giustissimo (cioè quello dell'antimafia), ma in questo frangente completamente errato. E' dovere del giornalista (e per quanto non lo sia in maniera ufficiale, è sempre l'imperativo a cui voglio assolvere) mostrare la verità, comoda o scomoda che sia, anche contraria al proprio Credo, per permettere alla gente di SCEGLIERE la propria posizione, non di accettare quella di chi scrive.
Per questo non voglio dire che la mia è la verità assoluta, bensì voglio mettere in risalto alcuni elementi, gli stessi che hanno fatto nascere in me il dubbio che, magari, quello che diceva la tv non fosse del tutto corretto.
Innanzitutto, la criminalità pugliese non ha alcun interesse nel fare gesti eclatanti: è principalmente interessata al traffico di droga e simili e tutt'al più alla regolazione di conti interni. Non è la mafia siciliana o la 'ndrangheta calabrese, non vuole espandersi e vuole solo che il proprio orticello costruito sulle spalle altrui non sia intaccato.
In secondo luogo, non avrebbe alcun senso colpire una scuola, benchè una scuola da sempre impegnata nella lotta alla mafia. Se era così fastidiosa, perchè non colpire i promotori dei progetti sulla legalità o il Preside, piuttosto che arrischiarsi a colpire a caso delle studentesse?
Ma soprattutto, perchè la scuola e non il Tribunale o al massimo il magistrato che aveva portato a segno gli arresti per mafia nell'area brindisina? Perchè non colpire don Ciotti che sarebbe stato lì nel pomeriggio?
Le notizie di questa mattina hanno confermato i miei dubbi leciti sull'effettiva matrice, perciò mi sembra inutile continuare su questa strada, esclusa ufficialmente benchè, a mio avviso, non aveva nulla a che fare sin dall'inizio. Infatti, oggi pomeriggio, nessuno ha parlato più di mafia, ma si sono semplicemente lanciati nella commovente ricerca della frase più drammatica e indignata per la morte di Melissa Bassi, vittima dell'attentato e della strumentalizzazione.
Piuttosto si può parlare di manovalanza nella mafia: questa ipotesi mi sembra più plausibile, ovvero che nella criminalità organizzata ci sia la mano dell'attentato.
Ma i mandanti, allora?
Ebbene, quando su "la Repubblica" ho letto il titolo a cinque colonne "attentato alla Scuola Superiore Morvillo-Falcone" e sotto la fotografia di quaderni e zaini sparsi sul marciapiede, immediatamente mi si è parata davanti agli occhi l'immagine del film "Romanzo di una strage" in cui, all'interno della banca dell'agricoltura volteggiano nell'aria fogli e polvere, e subito dopo lo squarcio aperto nel muro della stazione di Bologna e poi il monumento in piazza Della Loggia...
Malpensante? Può darsi.
Però, non so perchè, se penso alla strategia della Tensione, nella mia testa ogni pezzo del vaso si ricompone perfettamente: le istituzioni sono deboli, il consenso vacilla, il popolo è stanco e affamato, la cosiddetta "antipolitica" fa tremare le fondamenta del sistema partitico... e come negli anni Settanta si cerca di far ritornare il popolo impaurito e cattivo tra le braccia accoglienti dello Stato che con una pacca sulle spalle ci dice "Tranquillo, ti proteggo io, vedrai che sono più forte io di questi cattivoni, ma tu devi stare con me, con i buoni".
E la gente, rassicurata, torna al suo posto, dietro il computer, illudendosi che la Democrazia si esaurisca nel poter esprimere liberamente "un'opinione".

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