domenica 6 maggio 2012

Sincronie

"Quanto è doloroso vedere da lontano la bellezza, quanto fa male scoprirsi simili e inconciliabili" pensò l'Uomo di Gesso. 
Le campane suonavano i Vespri, il vento soffiava tiepido cavalcato dalla pioggerellina primaverile, il cielo era bianco. L'Uomo di Gesso abitava al primo piano di uno spaventoso palazzo antico che da fuori sembrava quasi disabitato. 
La sua grande finestra si affacciava sulla strada e sulla casa di una giovane donna dai lunghi capelli corvini. La osservava ogni giorno col terribile impulso di urlare, di farsi notare, di abbracciarla e accarezzarle i lineamenti così forti e marcati. Il desiderio diventava amarezza quando l'Uomo di Gesso si accorgeva del vetro, si trasformava poi in rabbia quando notava la lunghezza della strada che lo allontanava dalla casa della Donna.
Lei ascoltava Nick Drake mentre si pettinava i lunghi capelli, curando distrattamente l'immagine allo specchio. La stanza in cui lei abitava era piccola, raccolta e molto calda. La mattina era bellissimo sentirla suonare la sua Viola, sbagliare e ricominciare mille volte.
L'Uomo di Gesso sorrideva orgoglioso quando scopriva che Lei leggeva un libro che anche egli aveva letto, oppure che apprezzava la stessa canzone che lui stesso canticchiava.
Ma la sera... La sera il dolore era insopportabile: Lei accendeva la luce gialla e calda del suo comodino e l'Uomo di Gesso scopriva con amara empatia che la Donna aveva sulle labbra la stessa inusuale malinconia. E in quel momento l'Uomo di Gesso vedeva come i loro corpi avrebbero potuto sovrapporsi e combaciare perfettamente, le loro anime mescolarsi e rimanere intatte.
Ma era un Uomo di Gesso, la più piccola goccia d'acqua l'avrebbe sciolto, anche una grande quanto una lacrima.
Una sera Lei vide il volto dell'Uomo di Gesso illuminato in un chiaroscuro che era un misto di penombra e amara malinconia.
Sgranò gli occhi scoprendo che gli angoli delle labbra dell'Uomo di Gesso tracciavano i suoi stessi solchi lunari. La sorpresa diventò amarezza quando Lei si accorse del vetro, si trasformò poi in rabbia quando notò la lunghezza della strada che la allontanava dalla casa dell'Uomo di Gesso.
Lontani e divisi, si amavano inconsapevoli e arresi all'impossibilità di amarsi. Fin quando un pomeriggio da finestre aperte si ritrovarono ad ascoltare la stessa canzone nella luce sonnacchiosa di una domenica piovosa.
La strada era deserta e bagnata, le loro finestre erano aperte e come bocche enormi, dolcemente cantavano insieme.
I due si guardarono, si guardarono negli occhi per la prima volta in piedi, insieme. "Cello song" suonava per loro, suonava con loro. 
E il loro sguardo diventò amarezza quando si accorsero che si sarebbero sempre amati, si trasformò in rabbia quando capirono che non ne avrebbero mai avuto il coraggio.

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